Serve fantasia!

Serve fantasia!

L’eccellenza dei prodotti non è l’unica cosa che conta.
Sacrosanta sì, ma per vincere la partita non può giocare sempre da sola.

Quando mangiamo o beviamo siamo infatti tutti condizionati da tanti fattori.
L’umore, la presenza o meno di altre persone, la location, il sottofondo musicale, i colori intorno a noi… sono solo alcuni tra gli elementi che influenzano le nostre esperienze sensoriali.
Secondo Charles Spence, noto psicologo esperto di gastrofisica, cibo e vini si gustano con tutti e cinque i sensi. Le nostre percezioni, cambiano considerevolmente a seconda dello stato in cui ci troviamo.
Di nuovo, siamo ben lontani dal dire che la qualità passi in secondo piano, anzi… quello che vogliamo dire è che spesso, purtroppo, non basta per lasciare un segno.

Alcune volte è il caso a far sì che si crei un momento “magico”. Siamo d’accordo sul dire che la spontaneità è la migliore delle condizioni.
Tuttavia, il momento può essere aiutato agendo sulle leve giuste.
Molti locali hanno capito il potere della multisensorialità e stanno sfoggiando proposte curiose per coinvolgere i clienti nel modo più “impattante” possibile. Per citarne una, un locale di Londra ha fatto trovare a tavola una conchiglia di plastica contenente due auricolari: si potevano ascoltare i suoni del mare, il mormorio delle onde e le voci dei gabbiani mentre si mangiava un piatto di pesce.

Viviamo in un’epoca in cui l’attenzione delle persone ha un prezzo sempre più alto. Siamo distratti, bombardati da notizie, stimoli. Basti pensare all’utilizzo degli smartphone a tavola per rendercene conto.

Serve fantasia. Serve per creare quell’atmosfera che renda giustizia al lavoro degli chef, delle cantine, di chi ha lavorato sodo per creare un’eccellenza.
Serve per far vivere esperienze che possano rimanere impresse negli anni.
Così come per il primo bacio, di cui oltre alla persona ricorderai il luogo, i profumi e la canzone di sottofondo (se c’era), allo stesso modo dovrebbe essere anche l’assaggio di un vino magari abbinato ad una pietanza speciale. 

Concludiamo con una citazione di Edgar Allan Poe:
“Ciò che scambiate per pazzia non è altro che estremo godimento dei sensi.”

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